La teoria della conoscenza nel Novecento by Roberta Corvi (ed.)

By Roberta Corvi (ed.)

Le difficoltà nel definire e nel conseguire l. a. verità hanno indotto non pochi filosofi a sbarazzarsi dell'idea stessa di verità, giudicandola ridondante, superflua, in definitiva inutile; tuttavia essa sembra un requisito irrinunciabile in keeping with l. a. conoscenza, poiché, come osserva Watkins, "dire che los angeles verità non fa parte del corpo della scienza è un po' come dire che guarire non fa parte dello scopo della medicina, o che il profitto non fa parte dello scopo del commercio". Del resto, se così non fosse, perché dovremmo attribuire importanza agli argomenti con cui sosteniamo le nostre opinioni, le nostre ipotesi o le nostre teorie? Perché dovremmo impegnarci advert affinare i procedimenti inferenziali, affinché risultino corretti e validi, se non allo scopo di conseguire qualche conoscenza vera sul mondo che ci circonda? Partendo dalla convinzione che l'aspetto cognitivo sia un elemento che costituisce los angeles struttura dell'essere umano e che sia imprescindibile consistent with comprendere le innumerevoli attività umane che ne derivano o che ne utilizzano i prodotti, questa antologia vuole configurare l. a. concezione di conoscenza come si presenta nella filosofia contemporanea. E costruisce così una mappa delle principali posizioni emerse nell'area analitica nel corso del Novecento, senza dimenticare che l. a. riflessione sulla conoscenza ha occupato un posto centrale nel pensiero dell'Occidente fin dalle sue origini.

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The Empire of Stereotypes: Germaine de Stael and the Idea of by R. Casillo

By R. Casillo

In Corinne, or Italy, as in On Literature, Germaine de Sta?l not just attracts from the culture of Northern eu stereotypes of Italy and the Italians, yet transmits their impression to nineteenth-century writers and artists. those ambiguous and customarily unfavorable representations, that are tested traditionally within the works of commute writers over approximately 3 centuries, are proven to be sometimes greater than easily subjective constructs, yet relatively the partial final result of the decline of Italy from the later 17th century as much as the Risorgimento. Their deeper implications are thought of when it comes to previous reports of the Italian nationwide personality via Leopardi, Barzini, Bollati, Sciolla, and Tullio-Altan, Burke's "historical anthropology of contemporary Italy," Norbert Elias's formula of the "civilizing process," and numerous theories of alterity and violence, together with these of acknowledged, Bakhtin, Natalie Zemon Davis, and Rene Girard.

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